Variante n.44 al P.O.C.

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Le Direttive approvate con delibera di Consiglio Comunale il 08/11/2013:

Delibera del C.C. dd.08/11/2013

Delibera di Consiglio Comunale n. 32 del 30/11/2015: ADOZIONE DELLA VARIANTE N. 44 AL POC

ILLUSTRAZIONE (stralcio intervento Consiglio Comunale):

La strumentazione urbanistica vigente del comune di S. Giorgio di Nogaro, allo stato attuale, fa riferimento al combinato disposto della Variante n. 39 al PRGC e delle Varianti n.40, 41, 42, 43 attualmente è vigente la Variante n.43 al PRGC che questo consiglio comunale ha adottato nel 2013.

La Variante n.44 al PRGC di San Giorgio di Nogaro è sottesa, come emerge dalla definizione degli obiettivi di Piano e dalle Direttive impartite dal Consiglio Comunale, alla rivisitazione e assestamento di alcune determinate scelte pianificatorie fatte in passato, mantenendosi però in continuità con la tradizione urbanistica comunale.

In particolare emerge la chiara volontà di:

  1. a) consolidare e valorizzare le aree di più antica formazione con una serie d’interventi normativi tecnici da un lato e di agevolazioni fiscali dall’altro, limitando il consumo di suolo e l’utilizzo delle aree più eccentriche;
  2. b) mettere al centro delle proprie politiche territoriali la questione ambientale ed energetica sia a scala territoriale sia edilizia a partire dal patrimonio edilizio pubblico ed estendendo quanto più possibile l’intervento sul patrimonio privato;
  3. c) pianificare in maniera compiuta, con una regia pubblica, la complessa area della Foce del Corno che vede convogliare una pluralità di funzioni e di soggetti proprietari e/o concessori;
  4. d) rispondere a specifiche esigenze dei cittadini in particolare per quanto riguarda l’utilizzo d’immobili in zona agricola che hanno esaurito o non hanno avuto una precisa funzione legata al settore primario;
  5. e) mettere in atto una serie d’interventi normativi atti a migliorare la gestione dello strumento PRGC nella prassi operativa.

Tengo a sottolineare che il lavoro di pianificazione, concertazione e stesura di questa variante è stato effettuato seguendo pedissequamente le Direttive impartite dall’Amministrazione comunale che questa assemblea ha approvato alla fine del 2013 con i voti favorevoli delle liste Città Futura, San Giorgio al centro ed Officina Punti di Svolta (astenuto il gruppo di Cambiamento responsabile).

L’avanzamento dei lavori di questa variante, fino alla sua stesura semidefinitiva, è stato come da prassi portato all’attenzione più volte delle Commissioni comunali competenti (urbanistica ed edilizia) e peraltro sono stati recepiti vari utili suggerimenti ricevuti da parte dei componenti di tali commissioni.

Ai fini della definizione della Variante al PRGC si sono operate delle ulteriori specifiche analisi aventi per oggetto:

  1. a) la valutazione delle richieste dei privati secondo uno schema consolidato che consideri gli effetti dal punto di vista insediativo, infrastrutturale e ambientale;
  2. b) la schedatura della consistenza urbanistica ed edilizia degli edifici rurali da riclassificare in zona B/E;
  3. c) la ridefinizione delle aree storiche centrali (individuate come zone A, pur non ricadendo tra i centri storici primari individuati dal PURG, sottoposte a quattro distinti Piani Attuativi).

Ora le modifiche più importanti e significative:

  • Superamento PAC/PRPC centro storico: sono stati finalmente superati interventi subordinati a Piano Attuativo spesso defatiganti e di dubbia efficacia, per di più accompagnati da un riconoscimento di unità minime d’intervento non tarate correttamente su una realtà come quella Sangiorgina, è stato l’elemento che ha portato a un ripensamento delle modalità attuative delle zone di più antica formazione, anche in considerazione che la totalità (quattro) degli strumenti attuativi è giunto a scadenza e una parte rilevanti delle previsioni non risultano essere state attuate.

Parliamo di:

  • Centro storico macroarea indicativa  tra via Aquileia e Piazza del Grano;
  • Centro storico macroarea indicativa tra via Ronchi e via Canciani
  • Centro storico macroarea indicativa tra Villa Dora e via Lovar
  • Chiarisacco macroarea indicativa tra via Chiarisacco, SS14 e via Filipputti.

Tali zone, va sottolineato, non sono riconosciute tra i centri storici primari, ne tra i centri storici con elevato grado di trasformazione, ne tra i nuclei d’interesse ambientale di tipo A. Ciò premesso, nella parte analitica della presente Variante si è proceduto all’individuazione di tali zone, alla loro documentazione planimetrica e fotografica puntuale e alla verifica delle categorie d’intervento previste dai previgenti strumenti attuativi.

Tali aree storiche centrali che appunto in parte erano individuate come zone A, sottoposte a quattro distinti Piani Attuativi Comunali ex PRPC, sono state riclassificate come zone A0 con disposto normativo e zonizzativo incentrato su criteri di interventi flessibili e sull’introduzione di un Abaco di riferimento sostenibile ed attuabile (tipologie facciate, coperture, serramenti ecc), superando al contempo quindi la frammentazione di piani attuativi autonomi, la mancanza di coordinamento tra interventi e pianificazione, e la rigidezza prescrittiva di norme eccessivamente dettagliate. La valutazione (ovviamente molto accorta  e attenta visti anche i tempi attuali, con il settore edile ed immobiliare sfigurato dalla crisi economica) di un eventuale sensibile aumento dell’indice di fabbricabilità fondiaria abitativa. Incentivazione ed agevolazioni al recupero dei fabbricati esistenti soprattutto in centro storico (zone A e B0) con l’obiettivo di riqualificare l’abitato ed il costruito ora in fase di degrado

  • Punta sud/foce fiume Corno: La Variante individua a livello zonizzativo la ridefinizione dell’area per attrezzature portuali (nautica da diporto) in foce Fiume Corno con sistemazione area per approdi, ampliamento delle aree a terra e spostamento dell’area a parcheggio a servizio dell’intera zona. Tale zona ad attuazione indiretta (Piano Attuativo d’iniziativa pubblica) interessa un’area inizialmente destinata a zona D1 e pianificata dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’Aussa Corno che con Determinazione Commissariale n.72 del 18/11/2014 recante: Approvazione della nuova zonizzazione urbanistica della zona L2 Vecchia Foce Fiume Corno in ZIAC dichiara:

– di approvare le modifiche zonizzative dell’ambito interessato presso la foce del fiume Corno in zona L2 attraverso la riperimetrazione della zona D1;

– di approvare le planimetrie allegate che costituiscono parte integrante della determinazione in oggetto;

Con tale documento, da considerarsi quale pre-Intesa, il Consorzio ZIAC cede la potestà pianificatoria di quella limitata porzione di agglomerato industriale d’interesse regionale, di cui non ravvisa più gli interessi strategici, all’Amministrazione Comunale per la realizzazione, in concorso con privati operatori (Società e Associazioni Nautiche) proprietari di parte dei terreni in oggetto, di un’area da destinare alla nautica da diporto regolarizzando una situazione in essere e gettando le basi per la piena intesa da raggiungere con il Consorzio stesso, il Demanio Marittimo e gli altri Enti pubblici aventi diritti reali sull’area.

La nuova zona riorganizzata comprende: una parte a terra a servizio delle Società e Associazioni nautiche con fabbricati, parcheggi pertinenziali e viabilità di accesso e un parcheggio a servizio dell’intera zona nautica, una parte a mare con pontili e approdi attrezzati

  • Agevolazioni ed incentivi volumetrici: nelle zone A0 e B0 in lotti saturi o prossimi alla saturazione, e che non abbiano già usufruito di ampliamenti una tantum con le precedenti varianti, può essere concesso per ogni Unità Immobiliare un ampliamento una tantum, in deroga all’indice fondiario ed al rapporto di copertura, sino al 20% della volumetria esistente e comunque fino al massimo di 200 mc calcolati vuoto per pieno. Gli interventi di accorpamento, allineamento e sopraelevazione indirizzati ad armonizzare l’immobile con il contesto immediato potranno essere eseguiti con incrementi di altezza, eccedenti i 10 m fino a raccordarsi con la linea di colmo dell’edificato contermine.
  • Agevolazioni fiscali: Riduzione degli importi del costo di costruzione. I costi di costruzione sono contributi, calcolati al metro quadro, a fronte di interventi di nuova costruzione e di trasformazione edilizia.

Riduzione del 30% dei costi di costruzione per:

  • interventi di recupero del patrimonio edilizio e urbanistico esistente (ristrutturazione edilizia, ampliamento, restauro e risanamento) nei nuclei storici e centrali (zone A0 e B0);
  • interventi di efficientamento energetico e utilizzo FER sul patrimonio edilizio e urbanistico esistente (ristrutturazione edilizia, ampliamento, restauro e risanamento) nei nuclei storici e centrali (zone A0 e B0).

Riduzione del 15% dei costi di costruzione per tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia, con o senza ampliamento e interventi di efficientamento energetico e utilizzo FER negli immobili a destinazione residenziale, diversi rispetto a quelli precedenti (zone B1, B2,B3).

Stesso concetto per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.

In caso di più interventi le riduzioni non sono cumulabili.

  • Energia: verrà adottato uno specifico articolato normativo riferito allo studio per la localizzazione delle Fonti Energetiche Rinnovabili all’interno del territorio comunale, da commissionare entro i termini di redazione della Variante in oggetto. Si terrà conto di criteri della compatibilità ambientale e territoriale degli impianti funzionanti con Fonti Energetiche Rinnovabili. Come già ribadito in passato, questo sarà un importantissimo elemento “di valore” che si è voluto, sulla scorta di esperienze e situazioni, (peraltro provate da comuni a noi vicini), che possono presentarsi alla luce di Leggi e Regolamenti, in materia di impianti e/o installazioni con contributi statali e regionali, che se da un lato favoriscono i suddetti impianti, dall’altro possono creare seri problemi ambientali. L’obiettivo è quindi, quello di evitare il consumo di terreni agricoli, favorendo invece lo sfruttamento delle aree industriali esistenti, magari recentemente bonificate o ancora da bonificare, coperture di immobili e manufatti esistenti (dando priorità a quelli con forte presenza di eternit), con investimenti su aree già urbanizzate e/o fabbricati, anche non in uso, evitando e limitando per quanto possibile, il consumo indiscriminato di superfici e terreni agricoli.
  • Sociale: Al fine di tutelare i soggetti maggiormente vulnerabili e di prevenire i fenomeni di dipendenza da gioco d’azzardo e da gioco praticato con apparecchi per il gioco lecito, non sarà consentito l’insediamento di attività che prevedano locali da destinare a sala da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito a una distanza, determinata con deliberazione della Giunta regionale (n.1921 del 17/10/2014), entro il limite di cinquecento metri, misurati lungo la via pedonale più breve, da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile o altri luoghi di aggregazione.
  • Verde: verranno adottati speciali indici Ecologico-Ambientali per le aree scoperte per tutti gli interventi di nuova edificazione o di ristrutturazione, all’interno delle zone residenziali, commerciali ed artigianali. Le aree scoperte non utilizzate per viabilità o altre funzioni compatibili dovranno essere trattate a verde (prato e prato alberato) e dovranno rispettare appunto specifici parametri;
  • Consumo di Suolo: in due anni con due Varianti al PRGC di San Giorgio di Nogaro si è apportata una riduzione di consumo di suolo di circa il 5% sul totale parziale delle aree edificabili residenziali e di oltre l’1% sulla  superficie complessiva di aree chiamiamole “cementificate” o “cementificabili”.

La riduzione di aree residenziali è in se un elemento positivo, riconosciuto da tutti, questo dato però non è frutto solo dell’iniziativa dell’Amministrazione, ma si  deve leggere anche come esito di evoluzione strutturale e congiunturale a livello generale. Parlo della crisi economica ma anche dell’evoluzione socio-culturale, delle problematiche legate ai cambiamenti climatici. Questo insieme di fattori ha ulteriormente sensibilizzato l’opinione pubblica ed i cittadini,  rendendo di fatto necessario ed obbligatorio finalmente pensare in modo diverso il territorio e l’ambiente: puntare sulla rigenerazione e sul recupero, capire valutare con intelligenza le esigenze dei privati, venire incontro ai piccoli investitori ed alle piccole imprese, dando qualità massima agli interventi.  Una politica urbanistica che pertanto guarda al futuro ed alla sostenibilità ambientale del territorio e di chi ci vive.

Con questa specifica politica che l’Amministrazione comunale ha impresso, si tutelano le fasce più deboli con risposte concrete, legali, verificabili, vicine ai bisogni prima che ai desideri;  il territorio, le persone, le piccole attività economiche hanno bisogno di una serie di piccoli interventi intelligenti, mirati, ripetuti, seguiti con attenzione, concreti e senza troppa retorica, azioni di sgravi fiscali, incentivi volumetrici, di miglioramento delle condizioni abitative.

In conclusione,  terrei a sottolineare degli elementi importanti e fondamentali che sorreggono una linea politico amministrativa ben precisa:

Con questa importate variante al piano regolatore si inizia un importante percorso di rivisitazione dell’intero territorio comunale e del suo patrimonio edilizio, storico ed ambientale. Percorso che continuerà nei prossimi mesi con:

  • il nuovo regolamento edilizio comunale il quale recepirà, amplierà e svilupperà i concetti e le linee soprattutto di tipo ambientale e di innovazione del piano regolatore;
  • Il PAES (piano di azione per l’energia sostenibile) che toccherà nello specifico il tema dell’energia, del risparmio energetico, dell’investimento in impianti derivanti da energie rinnovabili ed altre azioni, tutte comunque necessarie a centrare gli ambizioni obiettivi indicati dal Patto dei Sindaci;
  • Parallelamente ma trasversalmente a queste attività procederemo a gettare le basi al fine di redigere, nei prossimi anni, uno specifico piano attuativo della tutela e dello sviluppo del verde comunale con l’ambizioso obiettivo di concretizzare le previsioni di riqualificazione ambientale e di decoro urbano contenute in tutti gli strumenti urbanistici vigenti (piani e regolamenti).
  • L’agenda digitale comunale la quale è già in lavoro all’interno del Forum Innovazione e che dovrà collimare tutte queste attività dandogli la giusta propulsione sia dal punto di vista della democrazia partecipativa e di coinvolgimento, sia dal punto di vista dell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Questa Amministrazione ha quindi una strategia politica ben precisa, una pianificazione che guarda non ai prossimi uno o due anni ma ai prossimi 10-15 anni. Ritengo sarà mio, nostro dovere, al termine dell’esperienza pro-tempore di amministratori pubblici lasciare alle generazioni che verranno un luogo, un comune, un territorio migliore di quello che abbiamo trovato. Ne va del nostro futuro.

 

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