APPROVATA LA VARIANTE N.44 AL PIANO REGOLATORE COMUNALE

COSA CAMBIA, COSA MIGLIORA ZONA PER ZONA IN MANIERA CHIARA, SEMPLICE ED INTUITIVA.

La politica ha anche questo compito: raccontare quello che viene fatto in maniera comprensibile per tutti. A tal fine ritengo utile tentare questo percorso cercando di raccontarvi   la variante n.44 al piano regolatore in modo chiaro, semplice ed intuitivo.

Dopo avere ampiamente parlato della ripianificazione delle aree poste alla foce del Corno e delle nuove zone “A0” del centro storico e di Chiarisacco, ci dedicheremo alla parte più green, più sostenibile della variante.

L’ambiente sia nell’aspetto naturale, sia nell’aspetto assunto attraverso le successive trasformazioni storiche, è di interesse pubblico.

Qualsiasi progetto di strumento urbanistico e qualsiasi intervento comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio deve adeguarsi a questo principio.

Prima di entrare negli aspetti di dettaglio vi rubo qualche minuto per darvi degli elementi di carattere generale sullo stato del territorio di San Giorgio di Nogaro dopo le due Varianti 43 e 44 al piano regolatore sviluppate in questi ultimi 4 anni. Per capire meglio vediamo San Giorgio dall’alto evidenziando in varie tonalità di verde le aree non urbanizzate:

Un po’ sorpresi vero? Non è proprio così scontato vedere che, nella nostra antropizzata ed urbanizzata cittadina, così tanto “suolo” è destinato ad aree agricole, boschive, prative, naturali  e fluviali. Contrasta sicuramente – in positivo – con la vocazione storica di San Giorgio, ossia quella di “cittadina industriale” attraversata, o meglio “tagliata” orizzontalmente dalla SR14 e dalla tratta ferroviaria VE-TS, e verticalmente dalla SP80 e dal raccordo ferroviario che va a sud verso il porto commerciale e la zona industriale Aussa-Corno. Una croce infrastrutturale significativa sotto vari punti di vista, in soli 26 km quadrati di territorio comunale.

Qui di seguito, per maggior chiarezza, i numeri in percentuale dell’incidenza delle varie “macrozone” sui 26 km quadrati di San Giorgio di Nogaro:

  1. circa il 57% è destinato ad aree “green” (agricoltura, boschi, prati, parchi, giardini,fiumi);
  2. circa il 28% è destinato a zona industriale e artigianale;
  3. circa il 9% è destinato ad aree residenziali;
  4. circa il 2% è destinato ad aree per nautiche da diporto;
  5. solo lo 0,30% per le aree commerciali
  6. il restante 3% sono viabilità, interscambi, edifici ed aree pubbliche, vita associativa, sanità, istruzione, ecc.

Dati davvero interessanti, dati fondamentali per continuare a correggere e migliorare gli strumenti urbanistici pianificatori. Il fascino dell’urbanistica è anche quello di levarsi metaforicamente in volo e fotografare dall’alto un’area vasta cogliendo tutte le sue complessità.

Peraltro questa dovrebbe essere un’azione basilare che ogni politico e amministratore dovrebbe sforzarsi di fare al fine di pensare, progettare ed attuare politiche a 360° utili e concrete in sinergia con l’intero territorio comunale.

Fatte queste debite premesse vediamo ora come abbiamo operato per riuscire a centrare l’obiettivo di rispettare il principio del “lasciare un posto migliore di come l’abbiamo trovato”. Non possiamo tuttavia fermarci qui, poiché le zone ambientalmente “critiche” sul nostro territorio purtroppo non mancano.

Cosa cambierà ora? Quali i miglioramenti?

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Breaking news pasquale:

Continua la fase partecipativa occorrente alla redazione del PAES (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile) previsto dal “Patto dei Sindaci.

In queste settimane – con appositi tavoli tematici – stiamo incontrando gli “stakeholders” locali, ossia i portatori d’interesse (aziende e tecnici) per raccogliere spunti, suggerimenti, proposte su tutto ciò che riguarda l’efficientamento energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Abbiamo però ritenuto utile predisporre il sottostante modulo di partecipazione avviando di fatto anche la fase di  coinvolgimento della popolazione e dei cittadini. Peraltro, stiamo preparando un ricco calendario di eventi di informazione e sensibilizzazione su queste tematiche. Vi aggiornerò a breve.

Colgo l’occasione per augurare a tutte le lettrici ed i lettori buone festività pasquali!

PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE (PAES) – Modulo di partecipazione

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APPROVATA LA VARIANTE N.44 AL PIANO REGOLATORE COMUNALE

COSA CAMBIA, COSA MIGLIORA ZONA PER ZONA IN MANIERA CHIARA, SEMPLICE ED INTUITIVA.

La politica ha anche questo compito: raccontare quello che viene fatto in maniera comprensibile per tutti. A tal fine ritengo utile tentare questo percorso cercando di raccontarvi   la variante n.44 al piano regolatore in modo chiaro, semplice ed intuitivo.

Dopo avere ampiamente parlato della ripianificazione delle aree poste alla foce del Corno la scorsa settimana ora ci concentreremo sulle nuove zone “A0” riguardanti tre porzioni del centro storico ed il nucleo abitativo antico di Chiarisacco.

Discutiamo dunque delle seguenti aree:

  1. Centro storico macroarea indicativa tra via Aquileia e Piazza del Grano;
  2. Centro storico macroarea indicativa tra via Ronchi e via Canciani;
  3. Centro storico macroarea indicativa tra Villa Dora e via Lovar;
  4. Chiarisacco macroarea indicativa tra via Chiarisacco e SR14.

Tali zone, va sottolineato, non sono riconosciute tra i centri storici primari, ne tra i centri storici con elevato grado di trasformazione, ne tra i nuclei d’interesse ambientale di tipo A. Ciò premesso, nella parte analitica della  Variante n.44 si è proceduto all’individuazione di tali zone, alla loro documentazione planimetrica e fotografica puntuale e alla verifica delle categorie d’intervento previste dai previgenti strumenti attuativi.

Un po’ di storia: gli interventi previsti all’interno di queste zone erano subordinati a Piani Attuativi  (ex piani particolareggiati) spesso sfiancanti e di dubbia efficacia, per di più accompagnati da un riconoscimento di unità minime d’intervento permissive per i proprietari e non tarate correttamente su una realtà come quella Sangiorgina. Si è ritenuto dunque utile e necessario ripensare e rivedere le modalità attuative di queste zone di più antica formazione, anche in considerazione che la totalità (quattro) degli strumenti attuativi è giunto a scadenza e una parte rilevanti delle previsioni non risultano essere state attuate.

Prima di modificare e stralciare la vecchia pianificazione si è resa doverosa e necessaria  un’analisi dello stato di attuazione dei Piani Attuativi che ne dimostra l’effettiva inattualità. Successivamente si è proceduto con l’analisi riguardante gli abitati di più antica formazione di San Giorgio di Nogaro partendo dall’individuazione degli elementi originari prevalenti e dalle loro trasformazioni. Infine  l’individuazione degli edifici, ed eventuali pertinenze, che necessitano di un maggior grado di conservazione e che per tale motivo non possono essere genericamente assoggettati a interventi di ristrutturazione importante ovvero demolizione e ricostruzione, nonché le parti del tessuto antico che hanno perso il proprio carattere storico-morfologico e che, pertanto, possono essere completamente sostituite, utilizzando le categorie di intervento previste dalla L.R. 19/2009.

Cosa cambierà ora? Quali i vantaggi?

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COSA CAMBIA, COSA MIGLIORA ZONA PER ZONA IN MANIERA CHIARA, SEMPLICE ED INTUITIVA.

Con questo primo post voglio avviare un nuovo corso di tipo comunicativo su queste tematiche estremamente tecniche e quindi difficili da percepire dal semplice cittadino o meglio dal “non-tecnico”. La politica ha anche questo compito: raccontare quello che viene fatto in maniera comprensibile per tutti. A tal fine ritengo utile tentare questo percorso cercando di raccontarvi   la variante n.44 al piano regolatore in modo chiaro, semplice ed intuitivo.

Da dove iniziamo?
Partiamo dall’elemento chiave che ha reso “sostanziale” questa variante. Apro e chiudo prima un breve parentesi: il termine “sostanziale” in urbanistica è sotteso ad una o più modifiche del “piano strutturale comunale”  che altro non è che lo scheletro del piano regolatore, ossia l’elaborato dove vengono riportati sulla planimetria obiettivi, programmi, viabilità principali, sviluppi e indicazioni strategiche del governo del territorio.  

Parliamo quindi dalla ripianificazione delle aree poste alla foce del Corno dove sono localizzate ben tre associazioni nautiche e sportive da diporto e rispettivi posti barca.

Su questo oggetto ci siamo spesi con determinazione e responsabilità al fine di addivenire alla definitiva risoluzione di tale ultradecennale vicenda.  Come? ottenendo la potestà pianificatoria di quella limitata porzione di area che storicamente rientrava a tutti gli effetti all’interno del perimetro della zona industriale dell’Aussa Corno e per la quale il Consorzio ZIAC prima ed il Consorzio ZIU poi, non ravvisavano più gli interessi strategici di tipo industriale.

Tali aree, circa 5 ettari, appunto poste alla foce del Fiume Corno sono state dunque stralciate dalla zona tipo  “D1” industriale di interesse regionale e riqualificate urbanisticamente  in zone “L2” per attrezzature portuali di interesse comunale. In merito, grazie alla proficua collaborazione dell’Amministrazione con il Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Friuli Centrale (ZIU) sono state stipulate le “intese” definitive sbloccando definitivamente un’annosa situazione divenuta oramai insostenibile per la gestione operativa sotto numerosi  punti di vista da parte delle associazioni nautiche.

Cosa cambierà ora? Quali i vantaggi?

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Ci siamo. Mercoledì 29 marzo alle ore 18.30 approderà in aula la Variante n.44 al Piano Regolatore Generale Comunale per la sua definitiva approvazione.

Cliccando QUI oppure anche QUI potete rivedere i dettagli di questa Variante di tipo “sostanziale”-

Illustreremo le controdeduzioni alle osservazioni dei cittadini ed alle riserve della Regione Friuli Venezia Giulia. Poi procederemo al voto ed all’approvazione dello strumento di pianificazione. Successivamente la variante diventerà effettivamente operativa con la pubblicazione sul BUR regionale.

Rispetto al piano adottato, abbiamo apportato ulteriori migliorie e semplificazioni per avere uno strumento che permetta un maggiore e soprattutto concreto sviluppo sostenibile del nostro territorio.

mv 28-03-2017

Dopo il Consiglio Comunale pubblicherò un post dettagliato che riassumerà gli importanti contenuti di questa variante.

A mercoledì quindi!

Davide

consiglio comunale

Ieri pomeriggio di concerto con l’Assessorato all’Ambiente regionale (area tutela geologico-idrico-ambientale e servizio difesa del suolo) e il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana,  il Comune di San Giorgio di Nogaro ha organizzato un importante sopralluogo al fine di sensibilizzare gli Enti preposti relativamente alle gravose problematiche di tipo idrogeologico che affliggono da parecchi anni alcune zone sensibili presenti nel nostro territorio.

L’obiettivo e l’impegno da parte nostra vuole essere concreto e pragmatico ossia concertare e pianificare con  il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e la Regione FVG la finanziabilità e la realizzabilità delle opere idrauliche necessarie, valutando quelle più urgenti e prioritarie,  quindi affinando nel prossimo immediato periodo un possibile cronoprogramma annuale degli interventi.

La visita, durata tutto il pomeriggio, è iniziata dalla zona posta lungo il Fiume Corno tra il Centro Sportivo Canoa e Canottaggio, la ex Caserme di Villanova, via Famula ed il Canale Zumello.

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A causa della mancanza di arginature  lungo la sponda est del Fiume Corno e la sponda nord del Canale Zumello (nella confluenza con il Corno) – e priva perciò di opere di difesa idraulica -, una vasta area (in alcune zone penetrando nell’entroterra per quasi 1 km) è periodicamente soggetta ad esondazioni ed allagamenti nei casi di importanti escursioni di marea, di forte piovosità, venti di scirocco. Parliamo quindi di pesanti disagi sia per gli operatori agricoli, sia per le abitazioni presenti,  sia per le importanti attività sportive operanti proprio in quest’area quali il centro canoa e canottaggio e il recente centro baseball. I rappresentanti del Consorzio hanno potuto finalmente valutare con i propri occhi, grazie all’escursione in barca, le sponde est del Fiume Corno nel tratto che parte dalle ex-Caserme e si conclude alla confluenza con il Canale Zumello.

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Ringraziamo per la consueta cortesia, assistenza nautica e collaborazione la Società Sportiva Canoa San Giorgio

Va sottolineato che, per affrontare e risolvere queste criticità, l’Amministrazione comunale ha già provveduto nel corso di questi ultimi anni a individuare e quantificare  economicamente tutta una serie di lavorazioni ed interventi necessari alla messa in sicurezza di quest’area, quali  la ricostruzione delle arginature mediante consolidamenti, sottobanchine, palificate, riprofilature e la costruzione di una nuova “porta vinciana” (è un sistema di chiuse o porte, ancorate che si aprono o si chiudono in base alle necessità e in caso di alta marea evitano che l’acqua risalga il corso dei canali interni e arrivi ai terreni circostanti) sul Canale Zumello, il tutto perseguendo i previsti criteri di ingegneria ambientale/naturalistica.

Pur tuttavia, essendo questi interventi tecnici ed economici particolarmente rilevanti e difficilmente alla portata di un comune piccolo come il nostro, è necessario l’aiuto e l’intervento di soggetti che hanno le capacità e le conoscenze tecniche, e ovviamente la forza economica – ovvero Regione FVG e Consorzio di Bonifica Pianura Friulana – per realizzare finalmente queste fondamentali  opere di sistemazione idraulica necessarie alla messa in sicurezza di un’area che riteniamo strategica e sensibile.

In conclusione il sopralluogo è stato dunque positivo e utile, infatti è stato ottenuto l’impegno da parte del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana a pianificare questi importanti interventi di sicurezza idraulica. Ora sarà però necessario e fondamentale effettuare un ulteriore ed urgente passaggio tecnico-politico con l’Assessorato all’Ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia.

La visita è proseguita poi con sopralluoghi puntuali presso i ponti vetusti sul Canale Zumello al confine con Torviscosa, la palificata ceduta posta a lato del ponte sul Fiume Corno in frazione di Villanova e infine si è conclusa in via Pralungo su un tratto critico del Canale Fiumicello. Altre problematiche idrauliche minori, verranno verificate nelle prossime settimane.

Vi tengo aggiornati.

Un caro saluto

Davide