Comune, San Giorgio di Nogaro, Senza categoria

Post-voto elezioni comunali: analisi di una sconfitta netta che tuttavia ha sancito la nascita di un nuovo e solido movimento civico: #CittàFuturaSanGiorgiodiNogaro

Inutile negarlo. La delusione è cocente, d’altronde non ci si candida per perdere, anche se consapevoli che può andare bene o male.

La scelta che ho fatto, anzi che abbiamo fatto, è stata coraggiosa, rischiosa sicuramente, le motivazioni le ho già espresse più volte prima e durante la campagna elettorale, una scelta di correre da soli dunque, rompendo con il partito in cui ho militato per 10 anni, il PD (ma non solo), sia per una palese visione del futuro di San Giorgio di Nogaro diversa, sia per andare oltre i vecchi schemi del centrosinistra, utilizzando un nuovo modo di fare politica aperto, inclusivo, tra la gente, assieme ad una squadra molto giovane ma allo stesso tempo preparata e competente con cui abbiamo costruito un programma importante , sostenibile, che avrebbe cambiato veramente San Giorgio in meglio.

Non è bastato.

Lo certifica l’ampiezza del risultato che ha visto stra-vincere la coalizione di centro destra a sostegno del neo Sindaco Roberto Mattiussi a cui rinnovo gli auguri di buon lavoro.

La nostra sconfitta è netta certo, ma ritengo sia una debacle totale di tutta un’area politica che ha governato negli ultimi 20/25 anni.

Attenzione: questo vale anche come autocritica per il sottoscritto, i miei 5 anni di Assessore li ho fatti, ed è stato un onore ed un’opportunità per pochi. Quello che ho fatto (con metodi partecipativi importanti) l’ho scritto giorno per giorno, l’ho riepilogato, riassunto su tutti i canali media sia online che offline.

Ma, non è bastato.

Per il nostro progetto probabilmente il periodo era sbagliato a prescindere. Candidature forse troppo giovani (me compreso) e innovative? Consideriamo pure le influenze del voto a livello regionale? Di una cosa sola sono certo: il nostro programma elettorale era un passo avanti, era davvero OLTRE.

Alla fine della fiera siamo dunque finiti nello “sciacquone” assieme all’altra parte politica in campo e sconfitta, ossia quella a sostegno di Daniele Salvador (vicesindaco decennale uscente), quella del PD ai minimi storici ridotto al 16%, quella del quasi impercettibile contributo di Liberi e Uguali e Socialisti Italiani, quella delle “discutibili” pluricandidature comune-regione, quella di un “richiamo alle armi” degli storici amministratori uscenti o ex.

Durante la campagna elettorale, per correttezza e per rispetto, mi sono concentrato esclusivamente sul nostro lavoro, sul nostro progetto senza denigrare o parlare male dell’avversario al contrario purtroppo di altri, soprattutto mi riferisco ad alcuni candidati avversari (area centrosinistra), i quali non hanno perso un minuto in questi ultimi mesi per “dipingermi” come arrogante, presuntuoso, troppo giovane, impreparato, inesperto e lascio perdere qualche insulto, il tutto mai fatto ovviamente in faccia ma per dietro. Tuttavia si sa, è una cosa che si mette in conto quando si fa politica e le persone protagoniste di ciò le conosco bene.

Tutt’ora pare insistano nel cercare di scaricare tutte le responsabilità e le colpe al sottoscritto ed ai miei sostenitori. Peccato che i numeri, la matematica dicono altro e parlano da soli. (*)

Il giudizio dei cittadini è stato eloquente e preciso. Hanno scelto un rinnovamento, anzi meglio, un ricambio politico e amministrativo totale, a prescindere da spaccature o scissioni di chi ha governato negli ultimi 25 anni. Punto.

L’unica consolazione, per quanto ci riguarda, è quella che assieme a Impegno Civico e Città Futura San Giorgio di Nogaro abbiamo costruito un vero gruppo unito e coeso, tra candidati e sostenitori, un movimento civico nuovo che non si è dissolto dopo gli spogli del 30 aprile, anzi, riparte proprio dal risultato delle urne, riparte da quel blocco solido di 688 elettori che si cercherà di continuare a coinvolgere ed ampliare per migliorare San Giorgio. Non eravamo, non siamo e non saremo mai un agglomerato litigioso di politici ambiziosi o a fine carriera. Puntiamo ad essere invece la vera innovazione politica della San Giorgio di Nogaro del futuro.

Concludo comunicando che l’impegno in consiglio comunale, mio e della collega Cristina Pittis (quali rappresentanti eletti del nostro movimento) sarà attento, serio e scrupoloso, collaborativo ove possibile, ma sicuramente, vi anticipo, incalzante e martellante nei confronti sia della maggioranza sia della nuova Giunta appena nominata.

A presto!

Davide
(*) Per gli amanti dei calcoli se, semplificando, sommate il numero di voti nostri (688) e quelli della coalizione di Salvador (1024) rimaniamo comunque sotto, e di molto, al risultato di Mattiussi (2212). Esattamente 500 voti di scarto. Tuttavia in politica, due più due non fa mai quattro, ma fa tre, infatti sono stra-convinto che se mi fossi fatto da parte non candidandomi a sindaco il risultato per Salvador & C. sarebbe stato il medesimo poichè i nostri 688 voti sono limpidi, sono appassionati, sono di persone che credevano – credono tutt’oggi – in noi senza pregiudizi. Un elettorato che molto probabilmente sarebbe rimasto quasi completamente a casa, non votando e confermando il trend di affluenza della regione e di altri comuni attorno al 50% (vedasi ad esempio San Daniele e Gemona) al contrario del 60% raggiunto a San Giorgio. Non siete ancora convinti? Altra matematica. Se infatti analizziamo le preferenze personali dei cosiddetti “big” ufficiali del centrosinistra, anche qui i numeri parlano da soli: Pietro Del Frate – 102 preferenze da Sindaco uscente dopo tre mandati, in politica dal 1976; Daniela Corso – 83 preferenze da capogruppo uscente PD in provincia, presidente ASP Chiabà per 15 anni, già assessore comunale (giunta Occhioni), coordinatrice Pd UTI Riviera bassa friulana, componente di una miriade di altre cariche di partito, pure candidata nelle liste PD alle Regionali; Flavia Tomba – 60 voti da assessore comunale uscente dopo due mandati e pure anch’essa candidata nelle liste OpenFVG alle Regionali; Mauro Perfetti – 57 voti da capogruppo e consigliere uscente con delega all’ambiente. Paragoniamoli per curiosità ai quattro più votati (e sicuramente meno famosi e medagliati politicamente) della coalizione di Mattiussi: Butà 222 preferenze all’esordio, Bertoldi 191, Di Luca 188, Vocchini (all’esordio) 93. Raffronto finale: 302 voti contro 694. Quasi 400 voti di scarto tra soli 8 candidati. Un abisso solo qui. I voti ai 4 “senatori” di Salvador non li ha tolti Bonetto, li hanno tolti i cittadini.

P.S. come hanno detto in molti, io di “big”, “personaggi famosi” e “navigati politici” non ne avevo, quindi sottraggo dai confronti le preferenze dei nostri candidati.

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