#ilracconto della #variante44 al #pianoregolatore : #1 ripianificazione delle aree poste alla foce del Corno #nautiche #sangiorgiodinogaro

Pubblicato: 3 aprile 2017 in Ambiente, Politiche Energetiche, San Giorgio di Nogaro, Urbanistica
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APPROVATA LA VARIANTE N.44 AL PIANO REGOLATORE COMUNALE

COSA CAMBIA, COSA MIGLIORA ZONA PER ZONA IN MANIERA CHIARA, SEMPLICE ED INTUITIVA.

Con questo primo post voglio avviare un nuovo corso di tipo comunicativo su queste tematiche estremamente tecniche e quindi difficili da percepire dal semplice cittadino o meglio dal “non-tecnico”. La politica ha anche questo compito: raccontare quello che viene fatto in maniera comprensibile per tutti. A tal fine ritengo utile tentare questo percorso cercando di raccontarvi   la variante n.44 al piano regolatore in modo chiaro, semplice ed intuitivo.

Da dove iniziamo?
Partiamo dall’elemento chiave che ha reso “sostanziale” questa variante. Apro e chiudo prima un breve parentesi: il termine “sostanziale” in urbanistica è sotteso ad una o più modifiche del “piano strutturale comunale”  che altro non è che lo scheletro del piano regolatore, ossia l’elaborato dove vengono riportati sulla planimetria obiettivi, programmi, viabilità principali, sviluppi e indicazioni strategiche del governo del territorio.  

Parliamo quindi dalla ripianificazione delle aree poste alla foce del Corno dove sono localizzate ben tre associazioni nautiche e sportive da diporto e rispettivi posti barca.

Su questo oggetto ci siamo spesi con determinazione e responsabilità al fine di addivenire alla definitiva risoluzione di tale ultradecennale vicenda.  Come? ottenendo la potestà pianificatoria di quella limitata porzione di area che storicamente rientrava a tutti gli effetti all’interno del perimetro della zona industriale dell’Aussa Corno e per la quale il Consorzio ZIAC prima ed il Consorzio ZIU poi, non ravvisavano più gli interessi strategici di tipo industriale.

Tali aree, circa 5 ettari, appunto poste alla foce del Fiume Corno sono state dunque stralciate dalla zona tipo  “D1” industriale di interesse regionale e riqualificate urbanisticamente  in zone “L2” per attrezzature portuali di interesse comunale. In merito, grazie alla proficua collaborazione dell’Amministrazione con il Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Friuli Centrale (ZIU) sono state stipulate le “intese” definitive sbloccando definitivamente un’annosa situazione divenuta oramai insostenibile per la gestione operativa sotto numerosi  punti di vista da parte delle associazioni nautiche.

Cosa cambierà ora? Quali i vantaggi?

 Innanzitutto viene confermato il numero massimo di 325  posti barca insediabili (attualmente i posti effettivi sono ben al di sotto di questo limite) è potrà essere concretizzato un netto potenziamento dei servizi ai diportisti ed al microturismo nautico permettendo la realizzazione di attrezzature e servizi alle persone (bar, ristoranti, circoli. La nuova zona infatti verrà riorganizzata e prevederà una parte a terra a servizio delle Società e Associazioni nautiche con fabbricati, parcheggi pertinenziali e viabilità di accesso e un parcheggio a servizio dell’intera zona nautica, una parte a mare con pontili e approdi attrezzati.

Al contempo vedremo  un fondamentale miglioramento dell’ambiente naturalistico, in  una zona “cuscinetto” peri-lagunare molto delicata, in primis poiché, escludendo questa porzione di territorio dal perimetro industriale,  abbiamo potuto ridurre drasticamente i volumi edificabili da 25.000 mc a soli 1.500 mc ed  aumentato in parallelo i vincoli di tipo naturalistico che qui di seguito illustro:

Le costruzioni ammesse dovranno avere caratteri compatibili con l’ambiente naturale circostante ed essere edificate in legno. I parcheggi dovranno essere alberati nella misura minima di una pianta ad alto fusto ogni due posti auto. Per la pavimentazione dei parcheggi é vietato l’uso di asfalto o cemento compatto. Dovrà essere rispettato il periodo di nidificazione della fauna durante le fasi di esecuzione delle opere.
Dovranno essere create idonee quinte arboreo-arbustive soprattutto con funzione di mascheramento delle aree parcheggio rispetto alle zone contermini, al fine di ridurre il disturbo percettivo arrecato sia alla fauna, durante la fase di esercizio/gestione (movimento veicoli), sia nella percezione paesaggistica legata al sistema naturalistico/paesaggistico complessivo.

La nuova pianificazione attuativa prevede le seguenti prescrizioni:
Per le Zone verdi di arredo e di verde attrezzato esistenti e nuove :
la conservazione e la riqualificazione della superfice arborata esistente con l’impiego di essenze arboreo-arbustive autoctone; interventi di riqualificazione vegetale e di completamento delle attrezzature destinate alla sosta e al gioco dei bambini.
Si dovranno prevedere interventi di rinaturalizzazione e riqualificazione ambientale con la formazione di verde alberato ed aree prative, con l’impiego delle essenze arboreo-arbustive specifiche. Sono altresì da prevedere interventi di qualificazione a scopo ricreativo delle aree a verde con l’installazione di attrezzature per la sosta, il gioco dei bambini e per gli sport all’aria aperta. All’interno di tali aree sono ammessi percorsi pedonali che saranno realizzati con fondo naturale stabilizzato.

Per le Aree di salvaguardia e valorizzazione ambientale:
la conservazione della vegetazione ripariale esistente con il mantenimento della vegetazione dipregio, che andrà opportunamente incrementata con l’utilizzo di specie autoctone. Sono ammessi altresì percorsi pedonali e limitate attrezzature per sosta e per l’educazione ambientale.
Inoltre il Piano attuativo d’iniziativa pubblica L2_4 della Vecchia Foce del Fiume Corno dovrà prevedere la realizzazione di una fascia arborea arbustiva perimetrale, possibilmente al di fuori della recinzione dell’ambito nautico e di una zona verde verso l’ecosistema lagunare, indicativamente di almeno une profondità di m 10, non solo a funzione di mascheramento visivo, ma di costituzione di vegetazione funzionale alla fauna. A mitigazione degli impatti sulla fauna il progetto dovrà contenere un crono programma delle fasi di cantiere finalizzato a evitare interferenze con il periodo di nidificazione.

Quali i prossimi passaggi istituzionali?
Una volta che la Regione avrà reso definitivamente operativa la Variante n.44 pubblicandola sul BUR (presumibilmente entro maggio/giugno), l’Amministrazione Comunale, in concorso con i privati operatori (Società e Associazioni Nautiche) proprietari di parte dei terreni in oggetto, potrà gettare le basi per l’avvio di una pianificazione attuativa di tali aree mediante la redazione e successiva adozione di uno specifico piano particolareggiato il quale dovrà rispettare i vincoli previsto dalle norme specifiche inserite nel Piano Regolatore e che in parte sono state anticipate qui sopra.

mv 04-04-17

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commenti
  1. Boem Lorenzino ha detto:

    Mi sembra un buon Inizio. Aspetto il seguito.
    Cos’è IL BUR ?
    Buon lavoro.

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    • Bonetto Davide ha detto:

      Bollettino Ufficiale Regionale, ovverosia l’organo d’informazione che pubblicizza le leggi, i regolamenti e gli atti della Regione, assumendo un ruolo analogo a quello svolto dalla Gazzetta Ufficiale. Ciao!

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